Alessandro Genovesi e Nicola Conficoni denunciano le contraddizioni del centrodestra sulla sicurezza a Pordenone: dall’annunciato arrivo dei militari al ricorso agli steward, fino alle interpretazioni contrastanti dei dati del Sole 24 Ore. Il PD critica inoltre la decisione della maggioranza di dichiarare irricevibile un ordine del giorno sulla sicurezza, impedendone la discussione in Consiglio comunale.
Prima l’esultanza per l’annunciato arrivo dei militari, poi il dietrofront da Roma per la carenza di risorse. Successivamente la proposta di impiegare steward nelle zone più problematiche della città. Infine, la classifica sulla sicurezza del Sole 24 Ore, con Fratelli d’Italia che esalta i risultati provinciali e la Lega che richiama invece le criticità ancora presenti nel capoluogo.
È la sequenza di dichiarazioni e iniziative che, secondo il Partito Democratico, dimostra quanto il centrodestra sia diviso su un tema delicato come la sicurezza urbana.
A intervenire sono Alessandro Genovesi, segretario del Circolo cittadino del PD, e Nicola Conficoni, consigliere regionale democratico e capogruppo in Consiglio comunale a Pordenone.
«Sfido qualunque cittadino a orientarsi davanti a una comunicazione di questo tipo — osserva Genovesi —. Il tema della sicurezza è troppo serio per essere trasformato in una rincorsa agli annunci o, peggio ancora, in uno scontro permanente tra partiti della stessa maggioranza».
Le contraddizioni, secondo il PD, sono evidenti. La Lega aveva accolto favorevolmente la prospettiva dell’impiego dei militari in città, ma l’ipotesi è successivamente sfumata a livello nazionale per la mancanza delle risorse necessarie.
La Giunta ha quindi annunciato il ricorso agli steward nelle aree considerate più problematiche. Una soluzione che può contribuire al presidio e alla sorveglianza degli spazi pubblici, ma che non può sostituire il lavoro delle forze dell’ordine, non disponendo degli stessi compiti e poteri operativi.
A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate le interpretazioni contrastanti della classifica sulla sicurezza pubblicata dal Sole 24 Ore. Mentre Fratelli d’Italia ha sottolineato positivamente i risultati della provincia, la Lega ha evidenziato come nel capoluogo persistano problemi che richiedono risposte concrete.
«A questo punto le domande sono inevitabili — prosegue Genovesi —: la situazione a Pordenone è sotto controllo oppure no? Gli steward rappresentano una risposta sufficiente? La Lega considera ancora necessario l’arrivo dei militari? E, soprattutto, qual è la posizione della Giunta?».
A rendere ancora più evidente la difficoltà di affrontare il problema, secondo i due esponenti democratici, è quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale.
La maggioranza di centrodestra ha infatti dichiarato irricevibile l’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico proprio sul tema della sicurezza, impedendo che la proposta venisse discussa nel merito.
Una decisione che Nicola Conficoni giudica particolarmente significativa.
«Il fatto che la maggioranza abbia scelto di non affrontare la nostra proposta — sostiene — conferma le difficoltà e le contraddizioni che attraversano il centrodestra. Prima si esulta per l’arrivo dei militari, poi l’ipotesi viene accantonata; si annunciano gli steward e, quando arrivano i dati sulla sicurezza, emergono letture diverse persino tra gli alleati».
Per il PD, il confronto in Consiglio comunale avrebbe rappresentato un’occasione per discutere seriamente delle criticità cittadine e individuare possibili soluzioni, superando le contrapposizioni tra le diverse componenti della maggioranza.
Una proposta politica che il centrodestra ha scelto di non discutere, proprio mentre continua ad alimentare il dibattito pubblico con dichiarazioni non sempre coerenti.
Il Partito Democratico ribadisce la propria contrarietà all’impiego dei militari nelle strade cittadine, ritenendo che la sicurezza urbana debba essere affrontata attraverso strumenti più appropriati e interventi coordinati.
Le priorità indicate sono:
Una strategia che, secondo Genovesi e Conficoni, deve tenere insieme sicurezza, prevenzione e attenzione alle condizioni sociali, evitando di affidarsi a interventi occasionali o a soluzioni annunciate senza una programmazione condivisa.
La sicurezza dei cittadini non può diventare terreno di competizione tra i partiti della stessa maggioranza, né essere affrontata attraverso annunci che si susseguono senza una direzione riconoscibile.
Pordenone ha bisogno di una strategia chiara, di interventi credibili e di un confronto istituzionale che coinvolga tutte le forze politiche.
«La sicurezza — concludono Genovesi e Conficoni — richiede risposte concrete e coerenti, non annunci che cambiano a seconda delle circostanze. Noi abbiamo presentato una proposta per aprire una discussione in Consiglio comunale e la maggioranza ha scelto di non affrontarla. Resta da capire quale strategia intenda seguire per dare risposte ai cittadini».
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