Il segretario cittadino del Partito Democratico e consigliere comunale Alessandro Genovesi interviene dopo le dichiarazioni della maggioranza sul tema della sicurezza a Pordenone. Per il PD, minimizzare le preoccupazioni di residenti, commercianti, donne e anziani significa non cogliere la complessità del problema. Tra le proposte rilanciate: poliziotti di quartiere ed educativa di strada.
Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico cittadino. Dopo le dichiarazioni apparse sulla stampa locale, interviene Alessandro Genovesi, segretario cittadino del Circolo PD di Pordenone e consigliere comunale.
«Le dichiarazioni della maggioranza sul tema della sicurezza a Pordenone appaiono surreali — afferma Genovesi —. Che il centrodestra, alla guida della città da dieci anni, della Regione da otto e del Governo nazionale da quattro, provi a minimizzare la situazione e ad attribuire ad altri le responsabilità di quanto sta accadendo è semplicemente grottesco».
Per Genovesi, il punto non è negare ciò che è stato fatto, ma riconoscere che esistono problemi reali e preoccupazioni diffuse, che non possono essere liquidate con dichiarazioni rassicuranti o con singoli interventi presentati come risolutivi.
«Nessuno può pensare che l’acquisto di alcuni appartamenti in via Santa Caterina, come riportato dal consigliere di Fratelli d’Italia Ernesto Tubaro, possa cancellare con un colpo di bacchetta magica problemi che si sono stratificati negli anni».
Il consigliere comunale del PD richiama poi alcuni segnali che, a suo giudizio, dovrebbero indurre l’amministrazione a maggiore prudenza.
«Se davvero la situazione fosse così rassicurante — osserva — non si spiegherebbe perché decine di residenti di un condominio di viale Trento abbiano deciso, sostenendo un costo economico significativo, di assumere per mesi una guardia giurata privata per presidiare la zona. Allo stesso modo, continuano ad arrivare segnalazioni e preoccupazioni da parte di numerosi commercianti, che riferiscono di non sentirsi sicuri nelle ore serali».
Genovesi invita inoltre a non confondere l’esperienza personale di alcuni amministratori con la percezione complessiva della città.
«Come il consigliere Tubaro, anch’io quando mi muovo in città non provo particolari timori. Ma è abbastanza evidente che l’esperienza di un uomo adulto e relativamente giovane non può essere assunta come misura universale del livello di sicurezza percepito».
Secondo il PD, una valutazione più seria dovrebbe partire dall’ascolto di chi può vivere diversamente gli stessi luoghi e le stesse fasce orarie: ragazze, donne, anziani, persone fragili, lavoratori e commercianti che restano in centro fino a sera.
«Sarebbe più utile chiedere alle ragazze, alle donne che frequentano il centro cittadino o agli anziani se si sentono sempre tranquilli in alcune aree e in determinate fasce orarie. Solo pochi giorni fa, nella zona del Parco Galvani, due donne sono state vittime di molestie. È difficile credere che da queste persone arriverebbe una valutazione altrettanto categorica e rassicurante».
Per Genovesi è inoltre poco credibile il tentativo di attribuire le responsabilità della situazione attuale ai governi di centrosinistra di oltre dieci anni fa.
«Dopo molti anni alla guida della città, della Regione e del Governo nazionale da parte della destra, continuare a cercare alibi nel passato significa ammettere di non avere risposte adeguate ai problemi del presente».
Il Partito Democratico rivendica di aver avanzato più volte proposte concrete e realizzabili per rafforzare la sicurezza urbana, senza limitarsi alla polemica.
Tra queste, Genovesi richiama in particolare:
«Abbiamo chiesto l’introduzione dei poliziotti di quartiere e il potenziamento dell’educativa di strada — conclude Genovesi —. Un servizio che, secondo quanto emerso da recenti interrogazioni, andrebbe incrementato rispetto ai bisogni della città. Sono proposte che la Giunta ha sempre respinto, ma su cui continueremo a incalzare per ottenere risultati».
La sicurezza urbana non può essere ridotta a slogan, né a una contrapposizione tra chi ha paura e chi dice di non averne. Richiede ascolto, presenza, prevenzione, cura sociale e interventi costanti nei quartieri.
Per il Partito Democratico, Pordenone ha bisogno di una strategia più seria e più concreta, capace di tenere insieme presidio del territorio, attenzione alle fragilità, sostegno ai commercianti e interventi educativi. Minimizzare le preoccupazioni dei cittadini non aiuta a risolvere i problemi: riconoscerli è il primo passo per affrontarli.
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