Il segretario cittadino del Partito Democratico, Alessandro Genovesi, condivide le preoccupazioni espresse dall’ex presidente Ascom Alberto Marchiori sulla progressiva desertificazione commerciale di Pordenone. Particolare attenzione viene posta alla scomparsa dei negozi alimentari di vicinato e alle conseguenze che questa situazione produce soprattutto per anziani, persone fragili e cittadini con difficoltà negli spostamenti.
«Le preoccupazioni espresse dall’ex presidente Ascom Alberto Marchiori sulla progressiva desertificazione commerciale che continua a interessare Pordenone sono condivisibili e confermano un problema che il centrosinistra aveva già posto tra i punti centrali della campagna elettorale per le ultime elezioni comunali».
A intervenire è Alessandro Genovesi, segretario cittadino del Partito Democratico e consigliere comunale, che richiama l’attenzione sulla progressiva scomparsa dei negozi e dei servizi di prossimità in diverse zone della città.
Tra gli aspetti più preoccupanti vi è la riduzione dei negozi alimentari di vicinato, una presenza essenziale soprattutto per chi non dispone di un’automobile, per gli anziani e per le persone con maggiori difficoltà negli spostamenti.
«Quando un quartiere perde un negozio alimentare, una farmacia, un’edicola o altre attività di base, non perde soltanto un esercizio commerciale. Perde una parte della propria autonomia, della propria socialità e della propria qualità della vita».
La situazione più evidente, secondo Genovesi, riguarda il quartiere Sacro Cuore.
«Si tratta di una zona che ospita migliaia di residenti e rappresenta anche il principale polo scolastico della città. Eppure da anni è priva di un negozio di alimentari. Una carenza che costringe molti cittadini a spostarsi anche per gli acquisti più semplici».
La mancanza di servizi di prossimità pesa soprattutto su:
Una situazione simile si registra anche a Vallenoncello, in particolare nella parte sud del quartiere, dove da anni è in corso un progressivo impoverimento dell’offerta commerciale e sociale.
«Quando un territorio perde i suoi servizi essenziali — osserva Genovesi — diventa meno vivibile e meno attrattivo. E a pagare il prezzo più alto sono sempre coloro che dispongono di meno alternative».
Il Partito Democratico riconosce che la normativa nazionale sulla concorrenza e sul libero mercato rende complesso un intervento diretto degli enti pubblici nella gestione di attività commerciali. Ma questo, secondo Genovesi, non può diventare un alibi per non intervenire.
«Quando il mercato non considera conveniente investire in un quartiere, chi amministra ha comunque il dovere di cercare soluzioni alternative per colmare i vuoti e garantire ai cittadini un adeguato accesso ai servizi fondamentali».
Tra le possibili risposte vi sono i mercati rionali, già presenti il giovedì a Torre e il venerdì nel piazzale del Sacro Cuore.
«Non sono una soluzione definitiva, ma rappresentano certamente un aiuto concreto. La giunta dovrebbe valutare una loro estensione o una replica anche nelle altre zone della città dove le esigenze dei residenti sono più evidenti».
La desertificazione commerciale non è soltanto un problema economico. È una questione che riguarda la vita quotidiana, la socialità, l’autonomia delle persone e l’equilibrio dei quartieri.
Per questo il Partito Democratico chiede al Comune di Pordenone una strategia più ampia e strutturata, capace di sostenere i servizi di prossimità e di individuare nuove soluzioni nei quartieri dove il mercato da solo non riesce più a garantire risposte adeguate.
Una città realmente inclusiva è una città in cui anche gli anziani, le persone fragili e chi non dispone di un’automobile possono continuare a vivere il proprio quartiere senza essere costretti a percorrere chilometri per acquistare beni essenziali.
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