La consigliera comunale del Partito Democratico Irene Pirotta interviene con decisione nel dibattito interno al centrodestra pordenonese, criticando l’ingerenza dell’europarlamentare Ciriani sulla questione delle dimissioni della vicesindaca Piccin. Pirotta evidenzia l’ipocrisia politica di Fratelli d’Italia, ricordando la mancata applicazione degli stessi principi in Consiglio regionale, e sottolinea come i contrasti interni al centrodestra celino anche interessi economici e di potere.
“Dimissioni Piccin: Pirotta replica a Ciriani. Se gli accordi vanno rispettati, perché a livello regionale Cristina Amirante non si è mai dimessa dal Consiglio regionale? Oggi Ribetti è il primo dei non eletti.”
È vero, i patti sono patti, ma se Ciriani entra a gamba tesa nel Comune di Pordenone per sbrogliare la matassa del suo delfino nei confronti della Lega e della vicesindaca Mara Piccin, dimentica che a livello regionale tutta questa intransigenza non c’è stata. L’assessora Cristina Amirante non ha mai rimesso il mandato da consigliera regionale, che avrebbe permesso – già da tempo – l’ingresso in Consiglio di Orsola Costanza.
Dopo le dimissioni di Basso dal Consiglio regionale e l’ingresso della stessa Costanza, oggi in lista d’attesa come prima dei non eletti c’è il sempre leale Francesco Ribetti, che ha dovuto accontentarsi del ruolo di Presidente del Consiglio comunale con un’indennità lorda di 1.900 euro mensili. Tutto un altro importo rispetto ai 9-10.000 euro lordi percepiti dai consiglieri regionali.
Un’indennità che era sempre stata negata anche a Pietro Tropeano, oggi assessore con compenso lordo di 5.279 euro mensili, ma che nello scorso mandato ha sempre percepito solo un gettone inferiore a quello dei consiglieri comunali. Questo perché il Presidente del Consiglio non percepisce (né percepiva) il gettone per le commissioni, essendo tenuto a partecipare solo alla commissione capigruppo, gratuita per statuto sia per il Presidente che per i consiglieri.
Oltre agli equilibri di potere, è anche una questione economica: le indennità degli eletti, in assenza di finanziamento pubblico ai partiti, rappresentano una risorsa importante per la sopravvivenza delle strutture politiche.
Gli equilibri tra Lega e Fratelli d’Italia sono dunque fragili. Lo si era già visto con la crisi della Giunta Fedriga di qualche mese fa, a seguito della denuncia del Ministro Ciriani sulla situazione dell’ospedale di Pordenone. In quell’occasione, tutti gli assessori rimisero le deleghe. Tutti, tranne gli assessori di Fratelli d’Italia, tra cui l’ex fedelissima Cristina Amirante.
Oggi Ciriani si comporta come padre-padrone, inviando un chiaro messaggio di supporto ad Alessandro Basso per gestire la “ribelle” Piccin. Quest’ultima, donna di lunga esperienza politica, ha sempre avuto un pensiero autonomo e difficilmente tollerabile per Ciriani. Non a caso, nel precedente mandato, le era stata negata la nomina ad assessora con la motivazione di una “potenziale violazione delle quote azzurre”.
L’intervento di Pirotta mette a nudo le contraddizioni interne al centrodestra locale e regionale, alimentando i dubbi sulla reale autonomia del sindaco Basso e sulla coerenza politica di Fratelli d’Italia. “Dall’opposizione – ironizza la consigliera PD – tiriamo fuori i popcorn in attesa delle linee programmatiche di mandato”.
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