Commercio in crisi: nuove tasse e vecchi problemi nel cuore di Pordenone

Il segretario cittadino del PD Alessandro Genovesi denuncia l’inefficacia delle politiche comunali sul commercio: aumenti delle imposte, periferie abbandonate e bandi falliti aggravano una situazione già critica, mentre il 2027 si avvicina con la sfida della Capitale della Cultura.

Data di pubblicazione: 08/01/2026

Autore: Alessandro Gnenovesi

Scelte sbagliate e conseguenze gravi
“La situazione del commercio a Pordenone è ormai critica da parecchio tempo”, afferma Alessandro Genovesi, consigliere comunale e segretario del Circolo cittadino del Partito Democratico. Secondo Genovesi, i dieci anni di amministrazione del centrodestra hanno prodotto risultati deludenti, incapaci di contrastare il declino del tessuto commerciale cittadino.

Un bilancio che peggiora il quadro
Nell’ultimo bilancio approvato, la maggioranza ha introdotto un ulteriore elemento di preoccupazione: l’aumento dell’Ilia (ex Imu) per le attività commerciali situate fuori dal ring urbano. “Una decisione pericolosa”, denuncia Genovesi, “che rischia di disincentivare gli investimenti, aumentando ulteriormente i canoni di locazione già elevati”. Una mazzata soprattutto per le periferie, dove le attività commerciali sono sempre più rare.

Quartieri dimenticati
Il consigliere dem cita due casi emblematici: Sacro Cuore, quartiere scolastico d’eccellenza e futura sede dell’Ipsia, è sprovvisto perfino di un supermercato; Vallenoncello, invece, “è privo di qualsiasi attività commerciale ad eccezione di un panificio”. Situazioni che colpiscono duramente i cittadini più fragili, privi di automobile o a ridotta mobilità, lasciati soli in territori svuotati di servizi essenziali.

Centro storico in declino
Ma la crisi non risparmia nemmeno il centro città: “Vicolo delle Acque, un tempo animato, è oggi deserto”, nota Genovesi. Il bando lanciato dalla giunta nella precedente consiliatura per sostenere le attività commerciali è stato un fallimento: solo 90.000 euro erogati su 200.000 disponibili.

Norme confuse e mancanza di visione
La situazione è aggravata dalla gestione confusa del nuovo regolamento sul commercio: quello proposto dall’assessore Badanai Scalzotto è stato ritirato in fretta perché in contrasto con le normative regionali appena approvate. “Ora – avverte Genovesi – nessuno sa quali saranno le vere ricadute del nuovo quadro normativo”.

“Auspichiamo un netto cambio di passo”, conclude Genovesi. “La città merita un approccio serio, strutturato e lungimirante. Il 2026 dovrà essere l’anno della svolta, perché non possiamo permetterci di arrivare impreparati al 2027, quando Pordenone sarà Capitale della Cultura. Il commercio è parte essenziale dell’identità e della vitalità urbana: lasciarlo morire significa compromettere il futuro della città.”

Alessandro Gnenovesi

Consigliere comunale e segretario del Circolo PD di Pordenone

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